Tax Newsletter n. 4

1.Estensione della Cedolare Secca anche alle locazioni commerciali.

Nella bozza della legge di Bilancio del 2019 si prevede l’estensione dell’ambito applicativo della cedolare secca, con aliquota al 21%, anche alle locazioni commerciali ma il beneficio, oltre ad essere circoscritto nel tempo, risulterà estremamente limitato anche per ciò che riguarda l’ambito oggettivo.

Infatti il beneficio riguarderà le sole unità immobiliari che hanno categoria catastale c/1, con un ulteriore vincolo relativo all’elemento dimensionale.

La nuova cedolare secca, infatti, potrà essere applicata esclusivamente ai canoni di locazione delle unità immobiliari di superficie fino a 600 metri quadrati, escluse le pertinenze e le relative pertinenze locate congiuntamente.

Il beneficio sarà, infine, circoscritto anche nel tempo, ovvero la cedolare si applicherà solo ai contratti stipulati a partire da gennaio 2019 e nel corso dello stesso anno.

In pratica il beneficio non riguarderà i contratti stipulati dal 1° gennaio 2019 in avanti, ma esclusivamente quelli stipulati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019. Pertanto, si auspica che il testo della disposizione venga modificato nel corso del dibattito parlamentare, altrimenti la stipula del contratto dal 1° gennaio 2020 in avanti non consentirà l’applicazione della cedolare secca.

Non sarà, inoltre, possibile accordarsi per la risoluzione del contratto in corso, stipulandone uno successivo dall’inizio del nuovo anno.

La previsione riguarda la possibilità di applicare la tassa piatta alle sole unità immobiliari classificate nella categoria catastale c/1 “negozi” e botteghe e non agli altri immobili, diversi dagli abitativi. Sono esclusi quindi i magazzini e i locali di deposito (categoria catastale c/2),e le autorimesse (categoria catastale c/6).

2.Obbligo di estinzione dei libretti al portatore entro il 31.12.2018.

Il MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) con il comunicato stampa  n. 187 ha ricordato che tutti i libretti al portatore e non nominativi dovranno obbligatoriamente essere estinti entro il 31 dicembre 2018, pena l’applicazione di una sanzione amministrativa fino a 500 euro.

Entro il 31 dicembre 2018 i libretti al portatore, bancari o postali, ovvero i libretti non nominativi e quindi non riconducibili ad alcun soggetto specifico, dovranno essere estinti. L’obbligo di estinzione è previsto dall’articolo 49 del d.lgs 21.11.2007, n. 231 concernente misure di contrasto al riciclaggio.

L’abolizione dei libretti al   portatore, bancari e postali,   ovvero dei libretti nominativi, è una delle conseguenze del recepimento nella normativa  italiana della IV direttiva  Antiriciclaggio.

Il primo effetto delle nuove norme per il contrasto al riciclaggio era stato il divieto per banche e per Poste Italiane di emettere libretti di deposito non nominativi e quindi non riconducibili a nessun soggetto specifico.

La seconda conseguenza sarà, invece, l’obbligo di estinzione entro il 31.12.2018, pena l’applicazione di sanzioni fino a 500 euro e l’impossibilità di effettuare movimenti su tali tipi di libretti.

3. Bonus pubblicità 2018: l’importo dell’agevolazione diminuisce.

Il 21 novembre scorso il Dipartimento dell’Informazione e l’Editoria ha pubblicato sul proprio sito l’elenco delle imprese, dei lavoratori autonomi e degli enti non commerciali che hanno richiesto l’accesso al bonus pubblicità per l’anno 2018.

La percentuale di credito d’imposta previsto per coloro i quali hanno presentato domanda per accedere al bonus pubblicità sarà ripartita in misura ridotta in quanto:

  • le domande presentate sono state in totale 6.781, la gran parte delle quali (circa l’88%) pervenute da piccole e medie imprese, da microimprese e da startup innovative;
  • le istanze presentate hanno generato un fabbisogno finanziario molto superiore agli stanziamenti previsti per l’anno 2018, pari a Euro 12.500.000 per gli investimenti pubblicitari incrementali su radio e televisioni locali e a Euro 30.000.000 per gli investimenti incrementali sulla stampa cartacea e online.

L’agevolazione così come prevista dall’art. 4, comma 1 del DPCM 16.5.2018, n. 90, prevede infatti che in caso di superamento del limite di risorse stanziate, il credito teoricamente fruibile è ripartito in misura proporzionale al credito di imposta astrattamente spettante.

La percentuale del credito   d’imposta che, in linea teorica,   sarebbe stata riconosciuta alle   imprese e ai professionisti era   pari al 75%, innalzata fino al 90%   per le startup innovative, PMI e   microimprese; adesso invece è sarà   pari al 23% per gli investimenti   incrementali su radio e tv locali e del 26% per quelli su giornali quotidiani e periodici, cartacei e online in quanto, per il numero elevato di domande, le risorse stanziate per il 2018 non riescono a garantire l’erogazione di tale rimborso.

 

Le compensazioni e l’agevolazione saranno quindi riconosciute nelle due nuovi percentuali del 23% e del 26% in base al riparto operato tra fabbisogno e stanziamento, così come stabilito dall’art. 4, comma 1, del DPCM del n. 60 del 18 maggio 2018.

Con l’elenco delle imprese beneficiarie dell’agevolazione e la relativa percentuale di importo riconosciuta, il Dipartimento Informazione ed Editoria ha ricordato che entro il 31.1.2019 dovrà essere inviata la documentazione degli investimenti effettuati per beneficiare del bonus pubblicità.

La somma indicata è quella teoricamente fruibile, calcolata dall’Agenzia delle Entrate sulla base del riporto percentuale stabilito in virtù della ripartizione delle risorse stanziate (23% e 26%).

4. Modifiche al d.l. n. 119/2018 in sede di conversione della legge  approvata dal Senato.

Il 28 novembre il Senato ha approvato con numerose modifiche il d.l. n. 119/2018 il cui  testo è passato per la seconda lettura alla Camera.

Con l’emendamento omnibus il Governo ha modificare le regole su pace fiscale e fatturazione elettronica, due dei temi cardine del d.l. n. 119/2018.

In particolare in merito all’avvio   dell’obbligo di emissione della  fattura elettronica viene   introdotto l’esonero per medici e   farmacie per i dati già inviati   tramite il sistema TS (tessera sanitaria) e per le società e le   associazioni sportive   dilettantistiche fino a 65.000   euro di fatturato.

Mentre per i contribuenti con liquidazione IVA mensile si è previsto il rinvio delle sanzioni a settembre 2019.

Sul fronte della c.d. pace fiscale è stato cancellato e sostituito l’articolo 9 del DL n. 119/2018, e quindi la dichiarazione speciale.

Il d.l. n. 119/2018, inoltre, punta a rendere più appetibili sia la rottamazione ter delle cartelle che la definizione agevolata delle liti pendenti.

Una serie di novità che stravolgono il testo iniziale del d.l. 119/2018 e che restringono il perimetro dei soggetti che potranno beneficiare del condono dei debiti: non c’è il saldo e stralcio delle cartelle in base all’ISEE, così come viene cancellata la dichiarazione integrativa speciale, sostituita dalla sanatoria per le violazioni formali.

Come anticipato, rispetto al testo del d.l. n. 119/2019 , le novità introdotte durante l’iter di esame in Commissione Finanze per la conversione in legge sono sostanziali.

In particolare, le modifiche più rilevanti apportate per effetto dell’emendamento omnibus presentato dal Governo in Commissione Finanze del Senato sono le seguenti:

  • l’eliminazione della dichiarazione integrativa speciale, di cui all’art. 9 del d.l. n. 119/2018, e la sostituzione con la sanatoria degli errori formali. In particolare, l’art. 9 del Decreto nel testo ad oggi al vaglio del Parlamento recita: Le irregolarità, le infrazioni e le inosservanze di obblighi o adempimenti, di natura formale, che non rilevano sulla determinazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi, ai fini dell’IVA e dell’IRAP e sul pagamento dei tributi, commesse fino al 24 ottobre 2018, possono essere regolarizzate mediante il versamento di una somma pari ad euro 200 per ciascun periodo d’imposta cui si riferiscono le violazioni”;
  • l’estensione dell’ambito applicativo della definizione agevolata delle liti pendenti. Lo sconto si fa più corposo in caso di vittoria in primo grado (60%) mentre sarà necessario pagare soltanto il 15% del valore della lite in caso di vittoria anche in secondo grado. Pagamento al 5%, invece, nel caso di controversie affidate alla Cassazione nelle quali è il contribuente ad aver vinto nei tre precedenti gradi del giudizio;

  • La previsione di un maggior numero di rate per usufruire della rottamazione ter nonché un periodo minimo di tolleranza nel ritardo dei pagamenti: difatti chi non pagherà nei termini previsti avrà a disposizione 5 giorni di tempo per mettersi in regola. Soltanto nel 2019 le rate della rottamazione saranno due, con scadenze fissate al 30 luglio e al 30 novembre. A partire dal 2020, invece, bisognerà annotare sul calendario quattro appuntamenti, grazie alla rateizzazione ancora più lunga prevista  per la definizione agevolata dei ruoli compresi tra il 2000 e il 2017: le scadenze sono state fissate al 28 febbraio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre;

  • la proroga bonus bebè anche per i nati dal 1.1.2019;

  • l’autorizzazione per l’accesso della Guardia di Finanza all’Anagrafe dei conti corrente;
  • l’esonero della fatturazione elettronica per i medici, le farmacie e le Associazioni sportive dilettantistiche con reddito fino a Euro 65.000,00;
  • la previsione della dichiarazione precompilata per le partite Iva dal 2020.

 

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