Impugnazione dell’estratto di ruolo e decorso dei termini di impugnazione della cartella non notificata

L’ordinanza della Cassazione n. 16098 depositata il 18.06.2018 contiene interessanti profili in riferimento al trattamento del decorso dei termini di impugnazione in caso di mancata notifica della cartella di pagamento e di successiva venuta a conoscenza della stessa con mezzi differenti dal successivo atto notificato (nello specifico, tramite rilascio dell’estratto di ruolo).
L’ordinanza si cala nel solco di un filone giurisprudenziale che, negli ultimi anni, sebbene i continui richiami di ogni pronuncia alla precedente, ha palesato – di fatto – posizioni letteralmente antitetiche.
La sentenza Cass. SS. UU. 2.10.2015 n. 19704, con argomentazioni articolate e convincenti, aveva sancito che una lettura costituzionalmente orientata dell’ultima parte del terzo comma dell’art. 19 del D.lgs. n. 546 suggerirebbe di ritenere che l’impugnabilità dell’atto non notificato unitamente all’atto successivo notificato, non costituisca l’unico mezzo per fare valere l’invalidità della notifica di un atto del quale il destinatario sia comunque venuto a conoscenza. In sostanza, specialmente nell’ottica di una logica perequativa tra amministrazione e contribuente, laddove il contribuente fosse venuto a conoscenza di una cartella di pagamento a lui non notificata per mezzo del rilascio dell’estratto di ruolo, sarebbe stato legittimato alla impugnazione della cartella. Le Sezioni Unite si erano peraltro preoccupate di rimarcare come quella del contribuente fosse una mera facoltà: la mancata notificazione, lungi dall’impedire l’impugnabilità dell’atto, impedisce invece il decorso dei termini.
Interessante notare che la sentenza in esame ripulisce il campo da qualsiasi fraintendimento circa l’identificazione degli atti impugnabili rifacendosi all’art. 19 del d.lgs n.546 del 1992, la cui disposizione elenca, tra gli atti impugnabili, il ruolo e la cartella di pagamento. La Corte ritiene pertanto essenziale distinguere tra “ruolo” ed “estratto di ruolo” in quanto quest’ultimo è documento inidoneo a contenere qualsivoglia pretesa impositiva per cui non è suscettibile di essere impugnato.
Focalizzando nuovamente l’attenzione sul decorso dei termini ed a dimostrazione dell’andamento ondivago delle statuizioni giurisprudenziali, la Cass. 30.05.2017 n. 13584, seppur accogliendo per mezzo di richiami alle precedenti pronunce il principio secondo cui non è configurabile un onere ma solo una facoltà di impugnazione, conclude affermando sorprendentemente che la facoltà di impugnazione deve essere esercitata nel rispetto dei 60 giorni in ossequio al requisito di tempestività ex art. 21 d. lgs. 546/1992.
Quella che sembra una contradictio in terminis pare essere la tesi sposata proprio dall’ordinanza n. 16098. A tal proposito è però indispensabile premettere che mentre le pronunce sopra citate hanno delineato il profilo di trattamento del decorso dei termini sulla base della venuta a conoscenza per mezzo di estratto di ruolo, l’ordinanza n. 16098 si è espressa su una fattispecie in cui il contribuente, nonostante la mancata notifica della cartella di pagamento, aveva presentato richiesta di rateizzazione del debito ed aveva addirittura proceduto al pagamento di un certo numero di rate.
In occasione di tale pronuncia la Suprema Corte non esita a richiamarsi alla sentenza delle Sezioni Unite n. 19704/2015 sopra descritta, al solo fine, però, di puntualizzare che, sebbene l’interesse all’impugnazione nasca effettivamente dalla conoscenza che si abbia dell’atto, non deve ritenersi consentita l’impugnazione dell’estratto di ruolo ma solo quella del ruolo e della cartella.
Sebbene tale richiamo potesse far pensare alla totale condivisione delle argomentazioni espresse dalle Sezioni Unite, l’ordinanza de qua perviene ad una soluzione diametralmente opposta in merito al decorso dei termini: nonostante l’assenza di alcuna notifica il decorso dei termini si attiva ed è da rintracciarsi dalla data di autorizzazione alla rateizzazione del debito.
In definitiva, sembra ragionevole concludere che l’ordinanza n. 16098 può certamente essere considerata indicativa dell’assestamento giurisprudenziale che intende assumere la Suprema Corte, purtuttavia occorre rimarcare la decisività che potrebbe rivestire il comportamento del contribuente; la differenza intercorrente tra una richiesta di estratto di ruolo ed una richiesta di rateizzazione del debito con pagamento di parte delle rate accordate potrebbe essere stata determinante nella decisione adottata.

Studio RLC